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Il Cane Corso s'inseriva nelle fattorie del Mezzogiorno d'Italia e di Sicilia come ausiliare valido ed efficace a svolgere le mansioni richieste dal lavoro e dagli usi della vita. Nell'ambito della fattoria il Corso diveniva cane da catena, vigilante incorruttibile durante il giorno, guardia armata e combattente di notte, liberato dai suoi vincoli. Un robusto collare di cuoio con anello girevole assicurava la catena ad un filo montato sulla carrucola d'un binario aereo perchè il cane potesse godere del più ampio movimento e raggiungere agevolmente gli spazi da sorvegliare. La fattura dei collari, eseguita da esperti artigiani, si sbizzarriva in una tal fantasia da produrre dei veri capolavori di ornato che vi decoravano lo stemma di famiglia.
Bellissimo collare di cuoio con borchie e stemma di famiglia.
- Famiglia De Matteis (S. Croce di Magliano) - Molise

I cuccioli e i cani ormai vecchi erano lasciati in libertà con i volpini (pometti o pomacchi) ed il soggetto particolarmente forte ed aggressivo veniva sistemato sulla porta della stalla ove l'accesso dava maggiore possibilità di sorpresa. Cane da combattimento quando invece, a notte, necessitando di una più stretta vigilanza, la guardia si lasciava in piena libertà per intervenire efficacemente contro l'arrivo di animali nocivi e pericolosi al bestiame o contro i ladri. I proprietari più retrivi, a quel tempo, si dedicavano a mostrare agli spettatori la potenza, l'aggressività, l'addestramento alla lotta del proprio cane, sfidando l'avversario a scopo di lucro e con il desiderio di prevalere ed umiliare. I cani venivano portati a combattere in località neutrale per evitare ai contendenti il vantaggio territoriale. Si tirava a sorte se lasciarli combattere con o senza collare e, una volta liberati, s'accendeva una lotta selvaggia di uno spettacolo raccapricciante.
Artista: Leggio Giovanni (anni 75) - Via G. Matteotti - Vittoria. Proprietario del quadro: Dott. Flavio Bruno

La durata della lotta si limitava ad una decina di minuti ed i proprietari seguivano da vicino i loro cni fino a quando uno dei due afferrava l'avversario al collo in modo che non potesse più difendersi nè potesse più mollarlo spinto dall'impulso d'una specie di trisma nervoso. A questo punto il proprietario del vincitore con una mano afferrava il collare e, urlando di mollare, ne stringeva con l'altra i testicoli con un colpo rapido e secco, poi, approfittando dell'attimo in cui il cane allentava la presa lo tirava via a forza. Era l'unico modo di far cessare la lotta prima che l'uno dei due rimanesse ucciso e soltanto i proprietari potevano permattersi tale operazione.
Il Cane Corso è fin da cucciolo bonario e accattivante e soltanto l'intervento dell'uomo può alterare il suo innato equilibrio e deviarlo nel bene o nel male. Può farne un amico d'incomparabile dolcezza o può farne una pericolosa macchina di morte.
Lasciamo pertanto quest'impiego del Cane Corso alle riprorevoli curiosità della sua storia e concludiamo questa sezione, guardandolo nel suo lavoro d'insostituibile ausiliare nelle faticose attività dell'uomo; la conduzione e sorveglianza dei greggi e delle mandrie ai pascoli, nei recinti e nelle stalle; guardiano incorruttibile dei beni, difensore della casa e delle persone, cacciatore indomito e coraggioso della grossa selvaggina. Queste notizie, in gran parte, non sono ricavate da documenti scritti, ma raccolte di prima mano dalla voce di vecchi fattori e contadini e da pastori che a loro volta le hanno avute da chi li ha preceduti, tramandate in quegli ambienti ancora oggi lontani dai grandi centri ove si continua a praticare l'allevamento del Cane Corso, con gli stessi metodi e per i medesimi scopi d'una volta anche se in formto assai ridotto e, talvolta, per pura e semplice passione. A noi, del Cane Corso, passato attraverso vicissitudini difficili e contrastanti, attraverso aurore luminose e crepuscoli di rattristata decadenza, è concesso il piacere e l'augurio di avre riaperto una finestra nel suo nuovo mattino.



Michele Bocci - Allevamento Cani Corso - Contrada "POZZO CAVO" - 71013 San Giovanni Rotondo (FG)
Email: ton.io92@live.it - Cell: 339.1818673